Ma gli artigiani orologiai, quelli sono proprio un’ altra cosa e non è così facile trovarli anche setacciando Google, proprio perchè spesso anche i loro siti web, creati perchè costretti dalle nuove leggi di immagine vigenti e per provare ad allargare i propri affari aldilà del proprio paesino sulle montagne, lasciano “traspirare” già dal monitor del pc che in queste piccole realtà, c’è spazio solo per pensare agli orologi, il resto è superfluo.
Ecco un bell’esempio: La Guinand va diritta al sodo dal 1865, quando i fratelli Charles Julien Leon Alcide Guinand fondano a Les Brenets, la GUINAND Freres.
Di anno in anno, il piccolo marchio svizzero brillava sempre di più nell’universo orologiero che aveva sede proprio intorno a lui: nel 1910 iniziò tra i primi in assoluto a convertire con un bracciale l’orologio da tasca, e lo sviluppo di un “compteur de retour“, un cronografo da utilizzare in volo, consegnato poi al governo francese ed italiano e anche un nuovo “compteur rattrapante” per l’Ammiragliato britannico.
La Guinand continuò a sviluppare cronografi rattrapanti per molti marchi sopravvivendo alla grande crisi svizzera di fine degli anni 70.
Nel 1996 la Guinand passa a Helmut Sinn che aveva venduto due anni prima la sua omonima marca di orologi militari a Lothar Schmidt (ex IWC). Nel 2006 Sinn alla veneranda età di 90 anni cede l’operatività.
Ma parliamo dell’ultima novità Guinand: Il Cronografo 24 ore “Flying Officer” che è un ritorno dal passato.
La riedizione appunto, disponibile dall’agosto del 2007 questa volta dotato di un Valjoux 7760 attentamente modificato solo per questo orologio.
Il prezzo di 1870?Eur è invitante considerando qualità ed esclusività.
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