Repliche Hublot Orologi

27 mar 2011

Zeitwinkel- una novità che viene da lontano

In un mondo di solidità antiche come quello orologiero, è sempre una buona notizia salutare la nascita di un nuovo nome.


Zeitwinkel è un marchio relativamente giovane che si affaccia senza timore presentando prodotti di ottima qualità manifatturiera cercando di seguire linee guide dettate dall’entusiasmo e dalla passione. Quando l’unione di persone provenienti da diverse specialità, ma avvicinate da uno stesso interesse (chiamiamola passione ancora una volta), porta alla creazione di un sogno comune va accolta con ottimismo.


Zeitwinkel è un brand ancora poco noto al grande pubblico ma i suoi orologi puntano molto sulla qualità, presentandosi di ottima fattura per quanto riguarda i materiali, i movimenti e lo spirito che assembla il tutto e ce lo presenta come un prodotto di totale manifattura.


zeitwinkel 273 big Zeitwinkel: una novità che viene da lontano


I due fondatori del marchio, il Prof. Ivica Maksimovic e Peter Nikolaus, “colano” orgoglio nel raccontarci il loro progetto, e come dargli torto? I presupposti ci sono, ciò che ci presentano pare veramente nato da un’ideale di durata, affidabilità e purezza.


Il modello che ho scelto è il 273°, cassa in acciaio che racchiude il Calibro di manifattura ZW 0103, con ore, minuti, piccoli secondi, un bellissimo grande datario e la riserva di carica (72 ore).


zeitwinkel 273 riserva carica Zeitwinkel: una novità che viene da lontano


L’impronta è sicuramente classica, ricorda molto le raffinatezze dell’orologeria tedesca, retaggio dei due fondatori, anche se il marchio è totalmente “Swiss made”.
Il quadrante, disponibile in argento nero o bianco è comunque azzeccato per esaltare le linee pulite ed eleganti di tutti gli elementi.


zeitwinkel 273 piccoli secondi Zeitwinkel: una novità che viene da lontano


Per finire il prezzo: 7.490 Euro per questo modello che riporta vecchi stili con nuova energia. Personalmente rimango in curiosa attesa delle prossime proposte che, visti i presupposti, spero continuino a stupirmi.


robert


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20 mar 2011

Orologi Graham - Cronografo Chronofighter Titanium Edizione Limitata Tourist Trophy

graham logo tt Un Chronofighter per il Tourist Trophy
La passione incontra la passione: Graham-London, marchio orologiero britannico fondato nel 1695 da George Graham altrimenti riconosciuto come “il padre dei cronografi”, sarà il prossimo sponsor ufficiale per il cronometraggio della famosa corsa motociclistica inglese chiamata Tourist Trophy che si corre sull’isola di Man.
Gli orologi Graham sono un misto di antico design proveniente dallo stile orologico inglese, la corsa TT è una leggenda che ricorda eroi come Joey Dunlop che sull’isola vinse ben 26 corse in tutte le categorie a cui partecipò; da questi presupposti è nata una partnership tecnica che durerà per i prossimi tre anni.
graham tt Un Chronofighter per il Tourist Trophy
Chronofighter Oversize Titanium Special Edition TT Isle of Man è il suo nome identificabile con un’altrettanto lunga referenza 2OVKI.B31A.K10T. La cassa è realizzata in titanio con la corona rigorosamente a sinistra che caratterizza i Chronofighter, mentre leva di serraggio e pulsanteria sono in PVD nero. Il quadrante è su base nera a cerchi concentrici con la presenza del rosso e del giallo che sono da sempre i colori ufficiali del logo TT. Gli indici sono in bianco e rosso tipici dei cordoli e a ore 6 vi è un ironico segnale di limite di velocità di 30 miglia; a ore 3 invece troviamo e “tre gambe” simbolo dell’Isola di Man. Le lancette sono bianche e gialle con la punta in rosso per quella del cronometro.
L’aria che si respira intorno a questo orologio è davvero corsaiola… Le dimensioni non lasciano dubbi: 47 x 16 mm. allacciato al polso con un cinturino in gomma ipoallergica . Il Calibro G1735 che lo muove è automatico ed è un tri-compax con 42 ore di riserva di carica. Bello il fondello trasparente con inciso il logo TT, ne saranno costruiti in totale solo 100 pezzi.
contaminuti

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16 mar 2011

Maîtres du Temps Chapter One- l'unione fa la forza...


Cosa succede quando tre dei più grandi maestri orologiai si chiudono in una stanza? O si accoltellano, e non sarebbe carino, o ne nasce un capolavoro al cubo. Fortunatamente dall’unione delle capacità di Christophe Claret, Peter Speake-Marin e Roger Dubuis nulla di irrimediabile, piuttosto qualcosa di decisamente esagerato (nell’accezione più invidiosa del termine, naturalmente): il Chapter One.


Ad avere la straordinaria intuizione di unire talenti di questa portata, così diversi ed allo stesso tempo così affini è stato un nome noto nel settore, Steven Holtzman, che ha creato il marchio Ma?tres du Temps.


Tornando al “nostro” Chapter One, ecco una rapida carrellata delle sue complicazioni: tourbillon, cronografo monopulsante, datario e GMT retrogradi, giorno della settimana e fasi lunari indicati su rulli cilindrici al 6 ed al 12.


chapter onejpg Ma?tres du Temps: lunione fa la forza...


Per questa meraviglia che conta ben 558 componenti si è dovuti ricorrere ad abilità decisamente fuori dal comune, tenendo presente tra l’altro la non facile comunione delle diverse complicazioni sopracitate e la cosa più sorprendente è che funziona!


Il cuore di questa splendida creatura è il calibro manuale SHC02, dotato di 58 rubini, riserva di carica di 60 ore e 21.600 alternanze/ora.


exploded movement Ma?tres du Temps: lunione fa la forza...


Il tutto incastonato in una cassa in oro rosa a 18 carati dalle dimensioni non proprio discrete: 62.60 mm x 45.90 mm. Cinturino di coccodrillo e fibbia deployant ovviamente anch’essa in oro rosa, vetro zaffiro con doppio trattamento antiriflesso anche per il fondello.


Bene, dal momento che 400.000 franchi svizzeri sono una cifretta di tutto rispetto e che il mio cassetto dei sogni è perfettamente dilatabile, credo che riuscirò a trovare un posto anche per questo oggetto, anche se chiamarlo così mi sembra quasi di bestemmiare.


robert


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10 mar 2011

Guinand, orologi da polso fatti in casa

Qualsiasi annuario, proprio in questo periodo dell’anno in edicola, è formato almeno per l’ ottanta percento da marchi che assemblano gli orologi da polso, quando va bene con materiali svizzeri o comunque di alta qualità. Il resto è sacra manifattura.
Ma gli artigiani orologiai, quelli sono proprio un’ altra cosa e non è così facile trovarli anche setacciando Google, proprio perchè spesso anche i loro siti web, creati perchè costretti dalle nuove leggi di immagine vigenti e per provare ad allargare i propri affari aldilà del proprio paesino sulle montagne, lasciano “traspirare” già dal monitor del pc che in queste piccole realtà, c’è spazio solo per pensare agli orologi, il resto è superfluo.
Ecco un bell’esempio: La Guinand va diritta al sodo dal 1865, quando i fratelli Charles Julien Leon Alcide Guinand fondano a Les Brenets, la GUINAND Freres.
Di anno in anno, il piccolo marchio svizzero brillava sempre di più nell’universo orologiero che aveva sede proprio intorno a lui: nel 1910 iniziò tra i primi in assoluto a convertire con un bracciale l’orologio da tasca, e lo sviluppo di un “compteur de retour“, un cronografo da utilizzare in volo, consegnato poi al governo francese ed italiano e anche un nuovo “compteur rattrapante” per l’Ammiragliato britannico.
La Guinand continuò a sviluppare cronografi rattrapanti per molti marchi sopravvivendo alla grande crisi svizzera di fine degli anni 70.
Nel 1996 la Guinand passa a Helmut Sinn che aveva venduto due anni prima la sua omonima marca di orologi militari a Lothar Schmidt (ex IWC). Nel 2006 Sinn alla veneranda età di 90 anni cede l’operatività.
Ma parliamo dell’ultima novità Guinand: Il Cronografo 24 ore “Flying Officer” che è un ritorno dal passato.
guinand fo Guinand, orologi fatti in casa
Fu originariamente creato nel 1960 da Guinand a Les Brenets per i piloti che percorrevano lunghi voli. Montava un calibro Valjoux 7733i impostato su GMT.guinand fol Guinand, orologi fatti in casa
La riedizione appunto, disponibile dall’agosto del 2007 questa volta dotato di un Valjoux 7760 attentamente modificato solo per questo orologio.
Il prezzo di 1870?Eur è invitante considerando qualità ed esclusività.
contaminuti

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7 mar 2011

Breve storia del Reverso, l'icona-successo di Jaeger le-Coultre

Quando dico Londra dico Big Beng, quando dico Napoli dico Pizza, quando dico Jaeger-LeCoultre dico REVERSO!
Nonostante non avesse mai copiato tale soluzione durante nessuna esposizione orologiera prima di allora, (ndr. non come fanno oggi i cinesi a Basilea…) Renè Alfred Chauvot non poteva immaginare che in quel marzo del 1931 la sua idea, depositata all’ufficio brevetti di Parigi, avrebbe caratterizzato per sempre la casa orologiera di Le Sentier.
reverso ad Reverso che storia! Mi giro e mi proteggo...
Il progetto girava intorno ad una soluzione per far scorrere su se stessa la cassa di un orologio per permettersi di ribaltarsi completamente e di proteggere quindi il vetro stesso dai colpi accidentali che si potevano verificare con l’uso durante un’ attività sportiva.
L’idea nacque una decina di anni prima quando durante un viaggio in India un tal Cèsar Trey, che si occupava di protesi dentarie, per caso venne a sapere da alcuni giocatori di polo che i loro orologi si rompevano spesso durante le partite.
Al suo rientro in svizzera parlò della sua idea del Reverso a Jacques-David LeCoultre, orologiaio nella Vallèe de Joux, quest’ultimo insieme al parigino Edmond Jaeger commissionarono lo studio della fattività a Chauvot.
Il primo Reverso venne alla luce nel 1931 e da allora ad ora dopo 77 anni questo orologio è rimasto praticamente immutato.
Specialmente negli ultimi anni sono usciti diversi modelli di Reverso frutto di una fantasia che ha come base di partenza un uso come abbiamo detto sportivo ma che, vista la linea che richiama al classico, ora è più facile vederlo in un ambiente più “protetto” come un ufficio o alla sera al teatro, non fosse altro che per il suo prezzo che specie nelle versioni Platinum No.2 e Grande Reverso Enamel (l’ultimo con rappresentate sul quadrante scene liberty di Renoir) non è proprio cosa da poco.
renoir reverso Reverso che storia! Mi giro e mi proteggo...
Anche con il nuovo modello, nato nel 2006 per celebrare il 75° anniversario, è proprio il caso di dire che Squadra Vincente non si cambia!
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6 mar 2011

Baselworld 2009 RSW Moonflower

Ma chi l’ha detto che un marchio svizzero di un secolo fa debba continuare, come un giuramento, a non tradire lo stile con cui ai tempi era partito? Seguire il mondo degli orologi da polso che hanno un’anima dentro, è come comprare il giornale tutte le mattine, ma con il vantaggio di non leggere sempre fresche ma catastrofiche news, come ci hanno abituato ultimamente i quotidiani!
Così, ho recentemente scoperto RSW marchio originalissimo che, non potrà nè vorra riuscire a piacere a tutti, ma che aggiunge l’ennesimo colpo di pennello fantasioso ad un orologio da polso, oggetto da un secolo considerato, una sorta di “tatuaggio al polso che si può dimenticare sul comodino…”, ma in grado di esprimere tanto della personalità di chi lo indossa.
rsw moonflower RSW a Baselworld 2009 pensa il Moonflower per le signore
Tante personalità = Tanti orologi da polso… Ma veniamo al Moonflower: è un orologio gioiello pensato per il gentil sesso, ispirato dall’attenzione che spazio, luna e pianeti stanno catturando negli ultimi tempi i cuori di molti marchi orologieri.
Ispirandosi ai corpi celesti disposti a mo’ di composizioni floreali, Moonflower visualizza l’ora con una finestra ovale che ricorda quella di una bussola. Essa ci svela che come “il suo fratellino” Outland, le ore, i minuti e i secondi vengono raffigurati con tre dischi fatti ruotare da un movimento meccanico automatico ETA 2824.2. Altri dettagli ci dicono che, per quanto femminile, la sua cassa?in acciaio trattata PVD,?misura ben 40 x 12,9 mm. dimensione che per contrappasso secondo me si sposa molto bene su un sottile polso femminile…
Le più fortunate potranno avere 42 diamanti (0,3 carati) o addirittura 62 (0,47 carati)! Chi nessuno… su un design che sempre secondo me è vincente DA SOLO senza altri addobbi.
Il quadrante offre le varianti oltre al nero di grigio o bianco. I numeri, gli indici e le finiture sono invece per tutte le versioni con trattamento PVD rosa.
San Valentino e la Festa della Donna sono – per quest’anno – festività già alle nostre spalle…(meno male!) Ma occhio, se passate davanti allo stand RSW a Basilea 2009 con la vostra amata!
contaminuti

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5 mar 2011

Aste orologi di lusso- Christie’s New York 14 dicembre

A Dicembre tutti gli orologi di lusso del mondo vanno in fibrillazione. Molti escono per la prima volta dai concessionari, altri conosceranno un nuovo polso. Generalmente è il periodo in cui si tengono anche le più interessanti aste. Christie’s ad esempio batterà domani 14 Dicembre al Rockefeller Center Galleries di New York – Fine and Rare Watche’s.
Se sei veramente un malato di polso ti consiglio di seguire questi eventi: potrai vedere alcuni meravigliosi segnatempo del passato che raramente “nascono” oggi dalle mani laboriose delle Maison di Alta Orologeria.
patek philippe ref 2499 Aste orologi di lusso: Christie’s New York 14 dicembre
Patek Philippe Ref 2499
Ci sarà un Patek Philippe 177483 del 1913 – stimato $40,000-60,000 appartenuto al magnate Henry Graves Jr. (fu suo l’orologio più costoso del mondo – un Patek Philippe venduto nel 1999 per $11,003,500), un altro Patek Philippe Ref 2499 ($250,000-350,000), un Piaget “Kanthara” avvolto dai diamanti ($200,000-300,000).
patek philippe 177483 graves Aste orologi di lusso: Christie’s New York 14 dicembre
Patek Philippe 177483 del 1913 – Henry Graves Jr.
Altri rari orologi in asta sono appartenuti al divo hollywoodiano Anthony LaPaglia (Wikipedia) che – sul set dei suoi vari film e serie tv in giro per il mondo – ha coltivato la sua grande passione per gli orologi da collezione come Rolex, Panerai, Patek Philippe, Jaeger LeCoultre e Girard-Perregaux. I suoi oggetti saranno trattati in un’apposita sessione nel pomeriggio.
rolex panerai ref 3646 Aste orologi di lusso: Christie’s New York 14 dicembre
Spiccano tra i suoi pezzi un Rolex Ref. 3646 ($ 70.000 – 90.000) costruito nel 1943 per Officine Panerai destinato durante l’ultimo conflitto mondiale agli ufficiali della nostra Marina, un Rolex Ref. 6541 ($ 60.000 – 80.000) del 1958, uno dei primi e più rari Milgauss, orologi costruiti per essere utilizzati in ambienti con forti campi magnetici. Caratteristica la particolare lancetta dei secondi a forma di fulmine. Infine un Rolex Ref. 6239 ($ 40.000 – 60.000) in acciaio del 1967, una delle referenze Cosmograph Daytona – chiamate Paul Newman.
patek philippe ref 5102 Aste orologi di lusso: Christie’s New York 14 dicembre
Il pezzo top Patek Philippe dell’asta è la Ref 2499 – prima foto in alto. Si tratta di un orologio manufatto nel 1982 con cronografo, calendario perpetuo e fasi lunari. Un altro prezioso oggetto della Maison in vendita sarà la Ref. 5102 G “Cielo-Luna” in oro bianco 18 k dotato di un apposito modulo astronomico in grado di tracciare meccanicamente una porzione di cielo realmente visibile da una città (su ordinazione). Sono mostrate sul quadrante anche le fasi lunari e la posizione dell’ora siderale di Sirio e Luna.
Un collezionista privato metterà all’asta oltre 40 dei suoi orologi trai quali figurano marchi come Breguet, A. Lange & So?hne, e F.P. Journe. Tra questi visono due F.P. Journe del 2002 edizione limitata: un Tourbillon Souverain $50,000-70,000 e un Chronome?tre a? Re?sonance – $30,000-50,000 realizzati nel rarissimo rutenio.
fp journe tourbillon souverain Aste orologi di lusso: Christie’s New York 14 dicembre
F.P. Journe Tourbillon Souverain in rutenio
Non sempre si vogliono far soldi con gli orologi: il ricavato delle vendite sarà – secondo la sua volontà – interamente devoluto all’associazione no-profit Friends for Life che si occupa di accudire animali salvandoli dagli eccidi.
contaminuti

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